Strutto
Oli e grassi

Valori nutrizionali principali

Per
(13g)
0gProteine
0gCarboidrati totali
12,8gGrassi totali
Calorie
115,456 kcal
Vitamina D3 (colecalciferolo)
1%0,32μg
Vitamina E
0%0,08mg
Zinco
0%0,01mg
Selenio
0%0,03μg

Strutto

Introduzione

Lo strutto, noto anche come sugna o grasso suino, rappresenta uno degli ingredienti più antichi e versatili della tradizione gastronomica europea. Si ottiene attraverso la fusione del tessuto adiposo del maiale, un processo che trasforma il grasso grezzo in una sostanza bianca, vellutata e dal sapore neutro, capace di conferire una consistenza ineguagliabile a innumerevoli preparazioni. Questo grasso, fondamentale per la conservazione alimentare nei secoli passati, mantiene ancora oggi un ruolo di rilievo nelle cucine che celebrano la qualità degli ingredienti di origine animale.

A differenza di altri grassi da condimento, lo strutto si distingue per la sua eccezionale capacità di strutturare gli impasti. La sua consistenza, solida a temperatura ambiente ma estremamente fondente al palato, lo rende un alleato prezioso non solo per le cotture salate, ma soprattutto per la pasticceria secca e per la realizzazione di sfoglie fragranti. La sua neutralità aromatica permette di esaltare il profilo gustativo di farinacei e ripieni senza mai coprirne l'identità, rendendolo un elemento di continuità in molte ricette regionali italiane.

Usi in cucina

In cucina, lo strutto è celebre per il suo elevato punto di fumo, che lo rende un grasso eccellente per le fritture, garantendo una doratura perfetta e una croccantezza duratura. È la base irrinunciabile per la preparazione della tipica piadina romagnola, a cui conferisce la sua caratteristica elasticità e friabilità. Oltre ai lievitati salati, trova largo impiego nella pasticceria tradizionale, come nei taralli pugliesi o in alcuni tipi di dolci natalizi, dove la sua presenza è garanzia di una sfogliatura leggera e delicata.

Per ottenere i migliori risultati, è consigliabile conservare lo strutto in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luce, per preservarne l'integrità. Nel dosaggio, è importante ricordare la sua natura di grasso puro: essendo altamente concentrato, ne bastano piccole quantità per ottenere la consistenza desiderata negli impasti. L'abbinamento ideale è con farine di cereali antichi o miscele di grani teneri, con le quali crea una sinergia strutturale che eleva la qualità del prodotto finito verso standard di pasticceria artigianale.

Nutrizione e salute

Dal punto di vista nutrizionale, lo strutto è una fonte concentrata di energia derivante dai grassi, che rappresentano il suo principale componente macro. Essendo un alimento caratterizzato da una densità calorica significativa, il suo consumo deve essere inquadrato all'interno di una dieta varia ed equilibrata, dove il bilanciamento tra i diversi apporti nutrizionali gioca un ruolo chiave nel mantenimento del benessere generale.

Pur essendo un ingrediente prezioso per la resa tecnica in cucina, lo strutto dovrebbe essere utilizzato con moderazione, preferendo un approccio consapevole che privilegi la qualità artigianale e il piacere della tavola condivisa. Come accade per ogni grasso da cucina, la chiave per un utilizzo ottimale risiede nella moderazione, integrando questo alimento nei momenti di convivialità e nel rispetto delle tradizioni locali, senza eccedere negli apporti quotidiani di grassi saturi.

Storia e origine

La storia dello strutto è intrinsecamente legata alla domesticazione del maiale, avvenuta millenni fa nel bacino del Mediterraneo. Sin dall'epoca romana, il grasso suino veniva valorizzato come una risorsa strategica non solo per l'alimentazione, ma anche per la conservazione delle carni, poiché la sua capacità di sigillare gli alimenti dal contatto con l'aria ne impediva il deterioramento. Questa pratica tecnica ha permesso alle civiltà rurali di superare i mesi invernali, garantendo scorte alimentari essenziali.

Con il passare dei secoli, lo strutto è divenuto il grasso d'elezione in gran parte d'Europa, specialmente nelle aree dove l'olio d'oliva era meno accessibile o costoso. Durante il Medioevo e fino all'avvento dei grassi vegetali industriali, era l'elemento centrale che definiva la cucina popolare, simbolo di abbondanza e sapienza domestica. Oggi, il ritorno a una gastronomia che valorizza le radici storiche ha riportato lo strutto al centro dell'attenzione, non più solo per necessità, ma come scelta consapevole per riscoprire sapori e consistenze autentiche della tradizione.